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Mostra: “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

 “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

con le immagini di: Giulio BONIVENTO, Manuela CECOTTI, Maurizio COSTANZO, Stefano DALLA MORA, Alessandro ROSANI, Alessandro SARTI e Donatella TANDELLI

In occasione del 70° Anniversario dalla sua fondazione, avvenuta a Torino nel 1948, la FIAF ha strutturato un nuovo progetto nazionale dedicato alla Famiglia, il cui scopo dichiarato è quello di documentare e interpretare, attraverso la fotografia, la Famiglia italiana contemporanea alla luce delle trasformazioni epocali che hanno riguardato i diversi ruoli dei suoi componenti, le identità sessuali, le esigenze economiche, il ruolo della donna, e la presenza di Immigrati e Italiani di nuova generazione.

L’articolo 29 della Costituzione italiana afferma che “la Famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”, ma è ancora così? Le trasformazioni sociali di questi anni hanno messo in discussione sia l’esistenza di un’unica forma naturale di Famiglia, che il matrimonio come suo istituto costitutivo per eccellenza.

Dalle Famiglie allargate fino alle coppie di fatto e le unioni civili, le nuove Famiglie si presentano in maniera poliforme: cosa è dunque oggi la Famiglia? Partendo da tale interrogativo, la ricognizione fotografica collettiva ha inteso esplorare e rappresentare la Famiglia in Italia in tutte le sue declinazioni, tracciandone i nuovi confini e chiarendo che per Famiglia italiana s’intende la Famiglia che vive stabilmente in Italia, indipendentemente dalle nazionalità di origine dei suoi componenti. I campi d’indagine del progetto hanno riguardato tematiche classiche come la nascita della coppia, le modalità di convivenza, il rapporto con l’esterno e gli equilibri interni, i figli o la loro mancanza, il rapporto tra fratelli, i rapporti con i genitori e con gli anziani, le risorse condivise (la casa, i mezzi di spostamento, etc.), gli spazi privati della Famiglia e del singolo, le affinità, i vincoli, i rapporti tra padre/madre e figli, il ruolo dei nonni e degli zii, insieme a tematiche relativamente nuove quali l’omosessualità e la riproduzione assistita, la discriminazione, il ricorso alle terapie di sostegno, le Famiglie allargate, quelle mono-genitoriali, le Famiglie cosiddette “miste”, le comunità, le case Famiglia e tutto quanto la sensibilità e la ricerca degli autori fotografici hanno portato a scoprire nei mille universi dei nuclei Famigliari contemporanei.

Emiliano BENOLICH – “Safari”

“Safari”

Durante la serata effettuerò una proiezione delle immagini scelte per rappresentare il mio percorso di fotografo autodidatta e guida naturalistica in Africa.

La proiezione andrà ad includere foto che raggruppano un periodo di quindici anni e sarà incentrata sulla promozione dei miei viaggi naturalistici in Paesi come Namibia, Botswana, Uganda, Tanzania, Kenya, Zambia, Zimbabwe e Mozambico.

Vivo in Namibia dove gestisco un tour operator, HB Safaris, che offre safari fotografici nei Paesi menzionati.

Ad oggi sono un membro esecutivo del Consiglio Nazionale per lo sviluppo del turismo in Namibia, e membro esecutivo di vari Consigli legati al turismo nel paese africano.

Ho già presentato varie mostre in giro per l’Italia (l’ultima delle quali “Hic Sunt Leones” è una mostra monografica sui leoni africani), con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul lento epilogo del grande felino africano.

È mia intenzione presentare anche l’attività della nostra Onlus www.happydu.org che si occupa del sostegno di ragazze madri e bambini orfani, sempre in Namibia.

 

Emiliano BENOLICH

30° Gran Premio Fotografico per stampe in Bianco e Nero – Quinta serata

Per il quinto appuntamento con il nostro Gran Premio per stampe in Bianco e Nero, la giuria composta da Silvia Martellani, Monica Mazzolini e Fulvio Merlak ha valutato le opere dei nostri autori e stabilito la seguente classifica di serata:

5° – Walter BÖHM

4° – Giancarlo STAUBMANN

3° – Vanni SPERCO

2° – Furio SCRIMALI

1° – Mariagrazia BERUFFI

 

Inaugurazione della mostra “MAHEELA”

«Maheela»

Quando essere donne è una sfida quotidiana

con le foto di Giuseppe BENANTI, Giacomo D’ORLANDO e Paolo PIECHELE (autore della foto di copertina)

Maheela” è una mostra per raccontare la condizione delle donne in Nepal.

In Nepal le donne sono considerate cittadine di secondo ordine. Anche se la Costituzione garantisce parità di trattamento a tutti, i soprusi nei confronti delle donne sono ancora molto diffusi.

Basti pensare che le donne nepalesi sono ancora oggi ostacolate nell’acquisizione della cittadinanza, nel godimento dei diritti politici, del diritto di proprietà, nei diritti successori, nel diritto di famiglia, nella tutela della salute riproduttiva. In un Paese dove, su una popolazione totale di circa ventotto milioni di abitanti, un quarto sopravvive con meno di due dollari al giorno, sono per lo più le donne delle caste più basse a soffrire di queste pratiche di disuguaglianza. In Nepal si parla di “femminilizzazione” della povertà, un ulteriore fenomeno dovuto alla disparità di genere.

È per parlare delle donne nepalesi che nasce la mostra fotografica itinerante “Maheela – quando essere donna è una sfida quotidiana”, ideata dall’Associazione Apeiron, con base a Cesena e che lavora in Nepal dal 1996 nel Paese con donne umiliate, discriminate e vittime di violenze inaudite. Attraverso progetti di alfabetizzazione, formazione professionale, micro credito ed integrazione del reddito, Apeiron accompagna le donne nel lungo percorso verso il riscatto sociale, permettendo a mamme, figlie e sorelle del piccolo Stato himalayano di diventare autonome, tutelare sé stesse e la propria famiglia e imparare a sognare.

Il percorso espositivo, a cura di Luca Chistè, suddiviso in tre sezioni, corrispondenti alle visioni dei tre autori Paolo Piechele, Giuseppe Benanti e Giacomo d’Orlando, offre una lettura composita e articolata della realtà nepalese. Le donne sono le protagoniste privilegiate di una narrazione che, muovendo dalle determinanti morfologiche del territorio e dai contesti rurali e urbani, sposta, con l’alchimia visivo-narrativa degli autori, il proprio focus sulla realtà quotidiana delle donne nepalesi e della condizione femminile esistente nel Paese. Gli autori sono tutti volontari di Apeiron che, con l’entusiasmo del loro altruismo e la sensibilità del loro sguardo, offrono, grazie a una fotografia ricca di elementi chiaroscurali e partecipata empatia, una lettura articolata e complessa della realtà che interessa i paesaggi umani e naturali del Nepal.

È possibile sostenere concretamente le donne nepalesi con l’acquisto del catalogo o di una o più delle bellissime immagini esposte in rassegna, con una semplice donazione.”